
Autore: Banca Widiba
Data di pubblicazione: 26 maggio 2026
Investire consapevolmente: cos’è il KID e come si legge
Da diversi anni, il legislatore si sta muovendo nella direzione di rendere l’investitore sempre più consapevole relativamente ai prodotti di investimento che acquista, garantendo trasparenza e comparabilità con gli altri strumenti.
In tale percorso di perfezionamento della chiarezza delle informazioni diffuse si inserisce il KID – Key Information Document. Si tratta di un documento diventato obbligatorio dal 2018 per determinate categorie di prodotti di investimento destinati alla clientela retail, nell’ambito della normativa europea PRIIPs. Lo scopo principale è quello di tutelare i risparmiatori e garantire la massima trasparenza negli investimenti. Questa finalità è ben visibile anche nel documento stesso, proprio all’inizio, dove è sottolineato lo scopo di fornire le informazioni chiave non in ottica promozionale, ma per rendere il risparmiatore consapevole delle caratteristiche, dei rischi, dei costi, dei guadagni e delle perdite potenziali e aiutarlo a fare un raffronto con altri prodotti.
Ma come si legge un KID? E come si interpretano le informazioni contenute? Di seguito una breve guida per orientarsi nella lettura del Key Information Document.
Carta d’identità del prodotto
La prima parte del documento è una sorta di “carta d’identità”. Infatti, oltre a illustrare lo scopo del KID stesso, descrive le caratteristiche dello strumento a cui si riferisce.
Gli strumenti finanziari per cui è previsto necessariamente l’accompagnamento del KID sono i cosiddetti PRIIPs - Packaged Retail and Insurance-based Investment Products, ossia prodotti “pre-assemblati” destinati ai risparmiatori retail, tra cui fondi di investimento, ETF o polizze assicurative.
Quindi, oltre a definire il tipo di prodotto commercializzato, il KID fornisce una serie di dati, in particolare l’ISIN, ossia codice identificativo dello strumento e la società di gestione, cioè la “casa madre” del prodotto, che lo crea e lo gestisce.
Poi vi sono altre informazioni rilevanti, come il periodo di detenzione raccomandato (es. 5 anni), l’obiettivo dello strumento (es. conseguire una crescita significativa del capitale), ma anche la politica di investimento, cioè il mandato del gestore. Con questo si intendono le linee guida seguite dal gestore nell’investimento e la selezione dei titoli, per esempio se investe principalmente in azioni o obbligazioni, l’area geografica su cui si concentra e la valuta.
Infine, altra informazione di particolare rilievo per l’investitore è quella che risponde alla domanda: cosa fa il gestore con i proventi dell’investimento? Quindi spiega se questi vengono distribuiti oppure reinvesti: in pratica rimanda alla distinzione tra fondi a distribuzione e fondi ad accumulazione.
I rischi del prodotto
All’interno del KID sono poi contenute informazioni sul rischio a cui l’investimento espone: è presente una scala numerica, SRI - Indicatore Sintetico di Rischio, in cui è espresso il grado di rischio del prodotto, con un valore che va da 1 (rischio minimo) a 7 (rischio massimo).
Successivamente, vengono illustrati diversi “scenari di performance”, ossia i possibili rendimenti del prodotto sulla base delle performance storiche. Spiega quindi come si sarebbe comportato un investimento di 10.000 euro nel caso di uscita dopo 1 anno e nel caso di uscita dopo il periodo di detenzione raccomandato, in diversi scenari, da quello peggiore a quello migliore. Gli scenari tipicamente sono quattro: di stress, sfavorevole, moderato e favorevole.
Chiaramente si tratta di un’analisi fatta sulla base dell’andamento passato, quindi è sempre importante ricordare (ed è scritto chiaramente nel documento), che l’andamento futuro non è prevedibile e potrebbe discostarsi anche di molto.
I costi del prodotto
Infine, altro paragrafo da leggere con attenzione, è quello dei costi. Vengono illustrati sia i costi complessivi, in particolare quelli che si sosterrebbero con un investimento di 10.000 euro nel caso di uscita dopo 1 anno e nel caso di uscita dopo il periodo raccomandato, sia i costi “spacchettati” nelle singole voci.
I costi principali che si possono dover sostenere sono quelli una tantum di ingresso e uscita – quindi che si sostengono quando si “entra” e quando si “esce” dall’investimento – e quelli legati alla gestione.
Ci possono essere poi costi amministrativi, costi di transazione ed eventuali commissioni di performance, legate al rendimento.
Informazioni a completamento
Per rendere il KID quanto più chiaro e trasparente possibile sono inserite, a completamento, informazioni sui contatti e il sito della società di gestione di riferimento. In ogni caso, il consulente finanziario è sempre un riferimento utile per avere un supporto nella lettura e nella comprensione del KID e per aiutare nell’interpretazione delle informazioni relative alla società che gestisce il prodotto di investimento.
Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria, né sollecitazione all’investimento. Le informazioni fornite sono di carattere generale, non esaustivo e non tengono conto delle specifiche esigenze, della situazione finanziaria o degli obiettivi di investimento del singolo individuo. Prima di assumere qualsiasi decisione di investimento è opportuno valutare attentamente i rischi e rivolgersi a un consulente finanziario qualificato. La normativa fiscale citata è soggetta a possibili variazioni e può differire in base alla situazione personale dell’investitore.
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